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Cibo e letteratura: un connubio perfetto
Beatrice & Marco

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Curiosità, Leggi - 26 Aprile 2018

Cibo e letteratura: un connubio perfetto

Cibo e letteratura: una buona storia e del buon cibo, non sono forse un connubio perfetto? E se fosse proprio la buona storia a parlare di cibo?

Il cibo svolge un ruolo fondamentale nella vita dell’uomo, da quello che viene messo in tavola e dall’approccio verso di esso, si possono scoprire tantissime cose sulle persone che abbiamo davanti: la loro cultura, le loro abitudini ma anche la loro indole più profonda. Non stupisce quindi che da sempre la letteratura si sia occupata di parlarne, dalla cena di Trimalcione nel Satyricon, alle famose madeleine di Proust sino ai famigerati arancini del commissario Montalbano. Abbiamo cercato di approfondire il tema di cibo e letteratura attraverso cinque romanzi che abbiamo amato.

Oggi vi vogliamo consigliare alcuni libri che a noi sono piaciuti molto in cui il cibo, il cucinare e la gastronomia in generale, svolgono un ruolo fondamentale.

Prima dell’Eleganza del Riccio: Estasi culinarie

cibo e letteratura in estasi culinarie

Muriel Barbery, Estasi Culinarie – Edizioni e/o
La storia si svolge nell’ormai celebre palazzo di rue de Grenelle che l’autrice ha immortalato nel suo successivo romanzo “L’eleganza del riccio”. Qui vive Monsieur Arthens famoso critico gastronomico, temutissimo da tutti i più grandi ristoratori del mondo. Arthens è costretto a letto e la sua vita sta volgendo al termine, finché nella sua mente si fa strada in modo confuso il ricordo di un sapore, che va ad identificarsi come la cosa più buona che abbia mai assaggiato in tutta la sua vita. Comincia quindi un viaggio a ritroso nei suoi ricordi alla ricerca di quel sapore eccezionale a cui non riesce a trovare un nome. Il breve romanzo mette in luce la vita controversa del critico, che ha fallito inesorabilmente sul piano dei rapporti umani, ma che ha vissuto tutti i lussi dell’alta borghesia francese, accompagnato ovviamente da incredibili banchetti pieni dei migliori cibi del mondo. La Burbery riesce ad inebriarci facendoci assaporare ogni singola pietanza ricordata da Arthens, dipingendoci un mondo affascinante ma anche estremamente controverso.

Misteri e manicaretti cibo e letteratura

pellegrino artusi

AA.VV., Misteri e Manicaretti con Pellegrino Artusi – Edizioni del Loggione
Questa raccolta di racconti gialli che vede il celebre Pellegrino Artusi, padre della cucina italiana, nell’innovativa veste di detective, è stata concepita e scritta dagli allievi della Scuola di scrittura Bottega Finzioni fondata a Bologna da Carlo Lucarelli, che del libro firma la premessa.
Ogni racconto prende ispirazione da una delle ricette contenute nell’Artusi, utilizzandone gli spunti, i riferimenti storici e di costume che vi erano presenti, per caratterizzare degli interessanti racconti gialli. Ne viene fuori un divertente affresco dell’Italia risorgimentale, in cui Pellegrino oltre che esperto di gastronomia ed abile mercante, finisce (spesso involontariamente) per essere testimone di piccoli grandi delitti.

Tatuaggio e il detective Pepe Carvalho

Manuel Vázquez Montalbán, Tatuaggio – Feltrinelli
Secondo libro in cui Montalbán fa comparire il personaggio di Pepe Carvalho, in questo romanzo per la prima volta nella veste di investigatore privato. Pepe Carvalho è ingaggiato per scoprire l’identità di un cadavere il cui unico indizio è un tatuaggio, che lo porterà da Barcellona sino ai Paesi Bassi, in mezzo a giri di droga e prostitute. Pepe è un personaggio irriverente, l’antieroe per eccellenza ed ha una potente passione per il cibo. Nelle frequenti descrizioni delle ricette che l’investigatore cucina, ci si dimentica di tutto il resto, il connubio fra cibo e letteratura è totale. Il suo amore, quasi sensuale per la cucina, è descritto in un modo assolutamente realistico e la fame che provoca è verace. Non a caso Montalbán dopo quattordici romanzi dedicati a Pepe ed alle sue peripezie, pubblicherà due raccolte: “Ricette immorali” e poi “Le ricette di Pepe Carvalho”, rivelando quindi che anche nel suo caso vale (almeno gastronomicamente parlando) la citazione di Flaubert“Madame Bovary c’est moi”.

Dona Flor e la cucina bahaiana

donna flor e i suoi due mariti

Jorge Amado, Donna Flor e i suoi due mariti – Garzanti Libri
Bahia, principio degli anni ’60, Flor è innamorata del vivace e scapestrato marito Vadinho che però la fa costantemente soffrire conducendo una vita sregolata e piena di follie. Fino a che Vadinho inaspettatamente, durante i balli scatenati per il carnevale, si accascia e muore. Flor dopo un grande sconforto, viene spinta fra le braccia di Teodoro, un farmacista di origini borghesi che ha tutto quello che al defunto marito mancava e che le donerà una vita solida e serena. Finché la donna comincerà ad essere perseguitata dalle apparizioni del fantasma del marito scomparso, pronto a ricordarle tutto quello che con la sua dipartita ha perso, compresa ovviamente la grande passione fisica che c’era fra i due.
I fatti si svolgono intervallati dalle meravigliose descrizioni delle ricette tradizionali bahiane che Flor, insegnante della rinomata scuola Scuola di Culinaria Sapore e Arte, è intenta a preparare.

Storie di cibi e vini

cibo e letteratura

AA.VV., A Tavola-Storie di cibi e vini – Einaudi
Chiudiamo, come si suol dire, col botto. Diciotto racconti, tutti connessi con cibo e vino, selezionati da Andrea Mattacheo fra grandi scrittori del calibro di (per citarne un paio) Alexader Dumas, Checov, Carver, Jack London, Balzac, Edgar Allan Poe, Fernando Pessoa, Pirandello e Pier Vittorio Tondelli. La raccolta è poliedrica, si passa dal comico al drammatico, al thriller, sino ai racconti a tema esistenziale. Insomma il filo conduttore è il cibo ma le voci che lo raccontano sono quanto mai eterogenee e ovviamente, vista la caratura dei nomi, magistrali.

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