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Eccellenze romagnole: Gin Primo
Beatrice & Marco

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Bevi, Curiosità - 21 Gennaio 2019

Eccellenze romagnole: Gin Primo

Certe volte è il caso, il destino ad indicarti quasi forzatamente la strada da percorrere nella vita. Anche per i nostri percorsi eno-gastronomici è spesso stato così, l’anno scorso quasi senza volerlo ci siamo ritrovati ad indirlo “l’anno della Toscana”, fra corsi di cucina, viaggi, concorsi e mille altre ricorrenze eravamo sempre lì (e nel blog ne sono rimaste tracce nei nostri articoli sui tortelli di patate al ragù toscano  e la ricetta del peposo ), da quest’estate invece dopo la nostra mitica vacanza fra Rimini e Riccione (che potete rileggere quiè la Romagna a chiamarci, e ci chiama spesso nei modi più inaspettati! Sulla nostra strada si sono parate davanti diverse realtà romagnole (o guidate da romagnoli come il mitico creatore di Orapesce Giacomo Bedetti) che ci hanno aperto gli occhi sul fatto che questa regione abbia decisamente una marcia in più, in termini di innovazione, creatività e (soprattutto) di savoir-vivre.

L’ultima scoperta arrivata sul nostro tavolo grazie all’amico Raffaele Bianchi, è nientemeno che un Gin partorito fra le onde del mare romagnolo: il Gin Primo, unico gin al sale del mondo.

Federico Lugaresi, il papà di Gin Primo, assieme all’amico Gianluca avvalendosi delle doti “alchemiche” della rinomata distilleria Quaglia, ha voluto con questo distillato esaltare la sua terra usando il famoso sale dolce di romagna, la lavandacon cui il 24 giugno nella sua Cesena viene omaggiato il patrono S. Giovanni, la santolina, erba locale dai sentori amarotici, l’erba luigia per donare la nota agrumata, ed infine (ultimo ma non ultimo) ginepro di altissima qualità.

Una volta pronta la pozione magica è stata l’artista Monica Zani ad impreziosire la bottiglia di Gin Primo con la sua etichietta ad acquerello che ci riporta nei fondali marini, e sempre sue sono le grafiche di tutti i prodotti a compendio del distillato che l’azienda sta lanciando: dalle praline con ripieno di gin, a Bianchina, la tonica con cui degustarlo, fino ai bicchieri di latta primo amore, il posto migliore dove bere il Gin Primo.

Noi, per non saper né leggere né scrivere, appena abbiamo ricevuto la bottiglia ci siamo catapultati dal nostro bartender di fiducia Giampy della Segreteria Cafè al quale sono bastati due istanti per servirci il cocktail perfetto che sapesse esaltare al meglio i sentori salini di Gin Primo.

Giampy ha saputo arrivare dritto al cuore con un’idea semplice ma allo stesso tempo perfettamente equilibrata e sfiziosa. Una piccola aggiunta locale dal Lago di Garda (un incontro tra Romagna e Veneto, tra acque salate ed acque dolci) ha inoltre trasformato il drink in experience.

Ecco il risultato: Gin Fizz al bergamotto guarnito con timo limone, che non vede l’ora di essere bevuto col sale in bocca e col pane all’olio del Garda
Potete bere il gin fizz e mangiare il pane con l’olio, oppure mettervi in bocca un paio di granelli di sale (era proprio sale dolce di Cervia) e bere il gin, insomma qualsiasi sia l’ordine degli addendi il risultato non cambia: questo drink può regalare grandi soddisfazioni. Per la degustazione Giampy ha scelto l’olio Ostro dell’Azienda Agricola il Giogo, dal sapore intenso e deciso che in effetti chiamava fortemente un pizzico di sale per esaltarlo.


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Mentre se volete andare alla Segreteria Cafè a farvi coccolare da Giampy e Laura li trovate a Verona in Via Interrato dell’Acqua Morta al n.48. 
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