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Piccola guida (di una zavorrina) ai viaggi in moto
Beatrice & Marco

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Viaggia - 15 Giugno 2018

Piccola guida (di una zavorrina) ai viaggi in moto

Siamo appena tornati da un giro di undici giorni a zonzo per l’Italia in moto da nord a sud. Viaggiare in moto è un’esperienza splendida ma necessita di un certo grado di organizzazione, lo spazio è poco e ci sono alcune cose assolutamente indispensabili che non si può dimenticare a casa. 

Ecco quindi qualche consiglio pratico su cosa portarsi dietro e come organizzarsi al meglio!

  1. Innanzitutto parlando di viaggi itineranti è indispensabile trovare la quadra col vostro compagno di viaggio su quante ore siete disposti a passare in moto ogni giorno. C’è chi è in grado ed è anzi felice di guidare ininterrottamente e chi invece preferisce percorsi a tappe più ravvicinate, l’opinione del passeggero ovviamente dev’essere considerata come fondamentale, perché se è pur vero che il grosso lo fa il guidatore, il disagio fisico per troppe ore di viaggio lo prova anche chi sta seduto dietro. E’ ovviamente molto soggettivo,noi di solito (salvo imprevisti) non stiamo sulla moto più di 4 ore al giorno e nelle tappe intermedie dell’itinerario ci piace prenderci alcuni giorni di “riposo” guidando al massimo per un paio di ore.
     
  2. In secondo luogo partite sempre dal presupposto che pioverà, magari siete fortunati e non succede mai (tipo per noi nell’ultimo viaggio) ma farsi cogliere impreparati è il peggiore degli errori. Le tute da pioggia rubano spazio prezioso ai bagagli ma non devono mai essere messe in discussione!
     
  3. Fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio, non portate con voi beni di valore, non ne vale la pena e non vi serviranno, al contrario durante i vostri spostamenti vorrete visitare serenamente le città in cui vi troverete a passare senza portarvi dietro pesi e non avere patemi d’animo a lasciare i bagagli nella moto.
     
  4. Sempre collegato a quanto detto sopra, valutate bene le strutture dove dormirete (hotel, b&b o agriturismi che siano) in relazione alla sicurezza del parcheggio e non sottovalutate mai il posto dove vi trovate. Meglio legare la moto per uno scrupolo eccessivo che ritrovarsi senza il mattino dopo.
     
  5. In moto si viaggia coperti. La tentazione di mettersi pantaloni corti e togliersi la giacca di pelle, in certi momenti è alta, ma è errato e rischioso. Innanzitutto la giacca vi protegge dal sole, dal vento e anche dagli insetti, in secondo luogo con i pantaloni corti si rischia di ustionarsi con la marmitta e chiunque abbia provato questo doloroso inconveniente (noi l’abbiamo fatto…) sa quanto sia fastidioso ed invalidante.

Veniamo ora ai dettagli pratici su cosa portarsi dietro.

Credo che ovviamente i ragionamenti anche in questo caso siano molto soggettivi, ma noi dopo qualche esperienza ci siamo organizzati così: un paio di jeans comodi per il viaggio, un paio di jeans di ricambio da usare la sera o se i primi si dovessero bagnare, almeno una t-shirt al giorno, quello che noi definiamo “abbigliamento elegante” (un vestitino per me una camicia per Marco) da usare al ristorante la sera, una felpa ed un maglioncino più pesante. Un capo che si è rivelato più volte indispensabile è una giacca tecnica anti-vento che in caso di repentino abbassamento della temperatura mettiamo sotto la giacca di pelle. Ovviamente c’è poi la biancheria di ricambio e i calzini per tutti i giorni di viaggio ma va da sé che se stiamo via a lungo portiamo meno capi e prevediamo un paio di soste in lavanderia.
Per quanto riguarda le scarpe noi abbiamo trovato la nostra accoppiata vincente in un paio di stivaletti di pelle della Blundstone per la maggior parte del viaggio in moto, da intervallare con delle scarpe La Sportiva da skyrunning, che vanno benissimo anche per camminate più impegnative ed in caso di acqua si asciugano in fretta. Io sempre per le occasioni più eleganti porto anche delle ballerine o dei sandali, il più piatti ed il meno ingombranti possibile, sino ad oggi Marco non ha invece trovato la sua scarpa “elegante” e poco ingombrante…ma ci stiamo lavorando!
Indispensabili ovviamente la bandana, più tamarra dell’Harley quella di Marco più “sportiva” la mia, un kit di medicine che coprano diverse evenienze e non dimenticate la protezione solare. Infatti in moto si prende un sacco di sole, specialmente sul volto e se non siete protetti rischiate di scottarvi!

Infine un piccolo ma utilissimo strumento che ci è stato regalato l’anno scorso di ritorno dal viaggio in Borgogna e che si è rivelato indispensabile è il ragno, una rete elastica che permette di aggiungere e bloccare altre borse o simili.

Con souvenir, bottiglie di vino, cibo e regalini in generale cerchiamo di essere morigeratissimi durante il viaggio e ci scateniamo l’ultimo giorno. Quest’anno siamo tornati praticamente con un maiale di cinta senese intero sotto forma di salumi toscani. Per quanto riguarda il vino, l’anno scorso in Borgogna vista la temperatura più fresca abbiamo azzardato l’acquisto di qualche bottiglia (mi pare di ricordare che ne comprammo circa 6 o 7 infilate in ogni angolo) ma in realtà il grosso ce lo facemmo spedire in Italia. Quest’anno invece vista la temperatura elevata abbiamo azzardato un’unica bottiglia e poi ci siamo fatti spedire una scatola direttamente a Verona.

Viaggiare in moto è un modo meraviglioso per scoprire un paese ed il suo territorio. Non si viaggia solo con gli occhi ma anche con gli altri sensi, si sentono i profumi, si patisce il caldo o il freddo ma soprattutto si sperimenta una libertà che la macchina non può offrire.

Se volete leggervi il resoconto del nostro viaggio in moto a zonzo per l’Italia non perdetevi questo articolo

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